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I dubbi delle mamme
PARLARE DI CONTRACCEZIONE AI PROPRI FIGLI
Qual è l'età giusta per iniziare a parlare di contraccezione con i propri figli?
In realtà non si può parlare di un'età giusta per un argomento così delicato, io
direi che dipende molto dalle attitudini familiari, dalle abitudini al dialogo, al confronto che si
hanno in famiglia.
Spesso succede addirittura che si inizi a parlarne non perché siano i genitori a introdurre
l'argomento, ma perché al contrario siano proprio gli adolescenti che lo introducano, e spesso
questo può avvenire non solo per una loro curiosità in tema di contraccezione, ma al contrario
perché si è verificato un evento da parte loro temibile. Esempio: la giovane adolescente che deve
ricorrere alla contraccezione post coitale, coinvolgerà la mamma solo per un consiglio legato
all'angoscia del momento, ed è quello poi il momento in cui la mamma inizia a parlare di
contraccezione. Sarebbe bello, sarebbe auspicabile se i due eventi fossero contrari: ossia se
iniziasse a parlare di contraccezione prima che avvenga un evento allarmante che porti alla
necessità di qualcosa di impellente e di qualcosa che spesso è anche angosciante per i giovani.
Normalmente l'età sensata potrebbe essere intorno ai 13 anni che è l'età in cui i giovani,
ragazzi o ragazze, raggiungono quella maturità sessuale che li porta anche a essere incuriositi o
peggio ancora a essere spaventati, il che poi può richiedere l'intervento di un genitore o di un
fratello maggiore, o comunque di una persona che loro identificano come persona di fiducia con la
quale rapportarsi e alla quale chiedere consigli, chiedere suggerimenti, e della quale fidarsi
anche per un aspetto così delicato.
È meglio dividersi i ruoli?
Mamma con la figlia, papà con il figlio?
Tendenzialmente, soprattutto i giovani, cercano la cosiddetta identificazione di
genere, il che significa che la figlia ha una tendenza più immediata ad approcciarsi con la mamma,
e il maschietto con il papà.
È spesso anche questione di carisma, per cui il genitore che viene identificato come il più
carismatico, quello con cui si ha una maggior confidenza, quello che viene anche reputato
l'interlocutore più facile, più immediato, è quello spesso scelto dal figlio.
Non solo: è importante anche parlare di vicinanza di età: per cui è normale che l'adolescente
tenda ad avvicinarsi, ad approcciarsi con maggior facilità al più giovane dei genitori, quello che
sente più coetaneo, più amico e non solo genitore e quindi che vede come un interlocutore più
immediato, di approccio più facile, più giovanile forse.






